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Stadi, le strutture chiuse per lo scenario pandemico sono costate 2,5 miliardi di euro

san siro milan
during the friendly match between FC Internazionale and SC Pisa at Stadio Giuseppe Meazza on September 19, 2020 in Milan, Italy.

Con gli stadi chiusi le perdite sono state elevatissime in Italia e sono quantificabili in circa 350 milioni tra accessi e diritti tv. Le squadre, come sottolinea egregiamente la rosea, sono ancora schiave delle famose girandole di plusvalenze degli ultimi anni, dei premi UEFA e delle vagonate di denaro provenienti dai diritti televisivi.

Stadi, le strutture chiuse per lo scenario pandemico sono costate 2,5 miliardi di euro

La misura restrittiva (e devastante) degli stadi chiusi per frenare il diffondersi della pandemia da Covid-19, adottata nei cinque principali campionati europei nelle ultime due stagioni, ha privato i club di 2,5 miliardi di euro di entrate da “giorno della partita”: è quanto emerge da uno studio di KPMG. Dalla primavera 2020 le competizioni sono state sospese per un periodo e quelle riprese hanno chiuso l’esercizio con gli stadi vuoti, riducendo del 27% il numero di partite con pubblico nella stagione 2019/2020 in Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia. Detto in poche parole: questo scenario ha comportato “un calo significativo delle entrate cumulative nella singola giornata delle partite”. L’impatto è stato più forte in Bundesliga, il campionato con il più alto numero medio di spettatori per partita al mondo (42.000), con 157 milioni di euro di perdite per i 18 club, mentre la Ligue 1, con una media di spettatori di 23.000 spettatori a partita, ha perso tre volte meno (48 milioni). A livello di club, e in termini assoluti, sono stati Barcellona e Real Madrid i più danneggiati, con perdite di 39 e 35 milioni di euro. Di conseguenza, i loro ricavi sono stati pari a 136 e 120 milioni.

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