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Napoli, Spalletti: “Mancata la personalità. Addio sogni scudetto? I numeri lo dicono…”

Spalletti

A Empoli, Napoli fa rima con vittoria. Era da dicembre che la squadra di Andreazzoli non conquistava i tre punti, proprio dall’andata al Maradona, con il gol segnato di nuca da Cutrone. Stavolta sembra davvero finito il sogno scudetto…

Napoli, Spalletti: “Mancata la personalità. Addio sogni scudetto? I numeri lo dicono…”

“Quello sicuramente perché ci sono i numeri che lo dicono – mastica amaro Spalletti in conferenza -. Con dispiacere è un sogno che abbiamo coltivato con grande sacrificio e lavoro, però sono stati più bravi gli avversari di noi. Sorprende il finale di questa partita qui, perché non se ne vedono molte. Sono cose che nel calcio succedono, che una squadra cali di ritmo e intensità, mentre abbiamo trovato un avversario caparbio che ci ha provato sempre. Se non hai una struttura mentale forte, diventa un problema. Non è la nostra partita se arriva la battaglia, a volte si va in difficoltà. Se succede questo è responsabilità dell’allenatore. La partita aveva preso una china in cui perdevamo palla e non sapevamo gestirla, si cerca di mettere un centrocampista che ha giocato tutto l’anno per ristabilire certi equilibri. Nelle vittorie di fila la squadra è sempre stata quella, si è passato un periodo dove mi chiedevate di togliere Insigne per via di Toronto. Me lo chiedevate voi, ed io l’ho tenuto lì. Oggi mancavano dieci minuti e ho messo dentro chi pedalava tanto e che ci ha dato vantaggi nei periodi in cui abbiamo fatto tanti punti. Il problema è la gestione cattiva della settimana, se poi si hanno certi cali durante le partite. Ed il responsabile chi è? Io, perché mi consulto con lo staff e poi decido quello che si fa durante la settimana. Se l’atteggiamento della squadra è questo, sono io che devo correggerlo e non chi viene da fuori e che non ha contatto, oppure il giornalista che mi chiede di far giocare uno o l’altro. Mertens? Io sto con Mertens, lo reputo un grande calciatore e al presidente ho detto che è un giocatore da tenere, poi ci sono questioni di numeri che dipendono dalla società. Vi ho dato ragione, l’ho fatto giocare poco ma i risultati li abbiamo fatti lo stesso. Il futuro? Il mio futuro è domani l’altro, volevo rimanere qui a trovare mia mamma ma dopo una prestazione così torno a Napoli con la squadra. Dobbiamo sentirsi le responsabilità, non ci può essere questo divario tra lottare per il campionato e fare dieci minuti di questo genere. Ho sempre messo gas a manetta sempre, ma se si fa queste prestazioni significa che ho sbagliato qualche cosa nel lavoro. Demme? Poteva essere fatto certamente qualcosa di diverso, quando non c’è il risultato e il comportamento corretto per quello che si è scelto di fare, chiaro quei cambi son fatti male. Ogni volta che si perde i cambi sono stati sbagliati. Noi scarichi? La partita aveva preso una certa china, avevo tentato di mettere un centrocampista in più proprio per questo. Abbiamo giocato sempre così, abbiamo messo Zielinski quando avevamo sette-otto partite vinte di fila. Mi chiedevate di levare Insigne perché ormai aveva già firmato il contratto eppure l’ho tenuto lì. Ho messo i calciatori che ci hanno dato tanto nel mettere fieno in cascina. Il problema è la gestione della settimana, se facciamo questi cali. E sono io il responsabile, perché decido io quel che si fa durante la settimane”.

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