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Grassani: “Ipotesi di ridurre lo stipendio percorribile. Se il campionato andasse oltre il 30 giugno…”

Mattia Grassani
Ancora una volta l'avvocato del Napoli Mattia Grassani ha rilasciato alcune dichiarazioni, questa volta al quotidiano Il Mattino.

Ancora una volta l’avvocato del Napoli Mattia Grassani ha rilasciato alcune dichiarazioni, questa volta al quotidiano Il Mattino.

Grassani: “Ipotesi di ridurre lo stipendio percorribile. Se il campionato andasse oltre il 30 giugno…”

Ecco le sue parole: “L’ipotesi di ridurre lo stipendio ai calciatori è percorribile dal punto di vista legale. Fin dal primo giorno in cui le attività si sono interrotte. In punta di diritto si può invocare l’impossibilità sopravenuta di offrire la prestazione lavorativa. Qualora il campionato si concludesse entro il 30 giugno, basterà invocare il fatto che i calciatori non si siano allenati e non abbiano partecipato a gare o ritiri per 50 giorni. Perché anche in caso di ripresa entro il 30, la mancanza di allenamento restituirà ai club giocatori in ritardo di preparazione.

Si può anche ragionare in termini di percentuali di riduzione dunque, fino all’80% dello stipendio. L’allenamento a casa rientra nell’attività base ed è ridotta al minimo. Anche se lo staff fornisce schede di lavoro ai calciatori, mancano lavoro di squadra, istruzioni tecniche e lavoro con l apalla. Siamo lontani dalla pienezza dell’attività professionale.

Qualora invece la fine del campionato dovesse andare oltre il 30 giugno, si potrebbe dare luogo a una compensazione. I calciatori però devono comunque rimanere nella città dove ha sede la prestazione lavorativa, perché rimangono dipendenti del club e il rapporto di lavoro è in stato di quiescenza. Ferie? Hanno durata di 4 settimane e le hanno già fatte tra luglio e dicembre.

Agire nei confronti dei tesserati? Non ho mai parlato con la proprietà di questo tema. Nel caso, i piani di intervento sarebbero due: uno collegiale, con le associazioni dei tesserati, oppure le trattative private tra club e calciatori”.

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