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AZZURRO SBIADITO – Carlos Pavón, meteora a Napoli ma leggenda in Nazionale

AZZURRO SBIADITO - Carlos Pavón, meteora a Napoli ma leggenda in Nazionale. Il racconto della disastrosa esperienza dell'ex Udinese con i partenopei

Azzurro Sbiadito è la rubrica nella quale si raccontano le carriere di calciatori che nel Napoli non solo non hanno lasciato un segno positivo ma che, anzi, vengono ricordati soprattutto per prestazioni negative o incolori. Potenziali campioni che invece si sono rivelati degli acquisti infelici.

Gli anni bui del Napoli sono stati caratterizzati, per lunghissimo tempo, dall’acquisto di calciatori che sembravano poter diventare dei fenomeni e che, invece, si sono rivelati essere soggetti perfetti per una rubrica del genere. Uno tra questi è certamente l’honduregno Carlos Pavón, giocatore arrivato relativamente in pompa magna ma immediatamente ridimensionato sia dal contesto di quel Napoli che da un’obiettiva carenza di qualità personale per poter ambire a qualcosa di più.

Azzurro Sbiadito, episodio 14: Carlos Pavón

Carlos Alberto Pavón Plummer – un nome quasi da stella di Bollywood – nasce nel 1973 a El Progreso. Inizia comprensibilmente la sua carriera in patria ma già nel 1995 ottiene la sua prima chiamata europea. Il ragazzo finisce infatti in Liga vestendo la casacca del Valladolid, in un’età già decisiva per un calciatore (22 anni). Nonostante qualche presenze, Carlos Pavón non riuscirà mai a segnare una rete e tornerà mestamente America centrale dopo una sola stagione. Stavolta Pavón si ritaglia uno spazio di carriera in Messico, con un acuto abbastanza importante al Morelia: 13 gol in 28 presenze nella stagione 2000/2001. Numeri non da fenomeno, peraltro in un campionato dal livellamento verso il basso. Nonostante questo, l’Udinese lo nota e decide di dargli una possibilità per la stagione successiva, nella quale Carlos Pavón trova addirittura un gol all’esordio. Finendo, però, per giocare pochissimo successivamente. Dopo sole 7 presenze in Serie A, l’Udinese decide di cederlo a gennaio e mette in piedi un’operazione molto corposa con il Napoli.

AZZURRO SBIADITO, EPISODIO 13: RUBENS PASINO

Un’avventura da incubo

Gli azzurri, infatti, si vedono recapitare il calciatore nell’ambito del trasferimento di Marek Jankulovski in Friuli. Carlos Pavón arriva a titolo definitivo e, insieme a lui, vengono ceduti ai partenopei anche Esteban Lopez (in prestito) e Fabian Montezine (in comproprietà). Nelle intenzioni iniziali il calciatore dell’Honduras doveva rappresentare una sorta di titolare per un attacco poco abituato al gol, nonostante ambizioni di promozione. Ma l’esperienza di Carlos Pavón sarà ai limiti dell’incubo. Dopo una dozzina di partite negli ultimi mesi della stagione, ai nastri di partenza di quella successiva l’ex Udinese si fa male e non vedrà praticamente mai il campo. In totale le sue presenze con la maglia del Napoli saranno 14, senza uno straccio di gol o assist. Dopo una salvezza arrivata nelle ultimissime giornate, il contratto dell’attaccante scade e il Napoli non lo rinnova. Finisce così, senza gloria, non solo l’esperienza partenopea del ragazzo ma anche la sua carriera europea.

Carlos Pavón
Carlos Pavón durante un allenamento con la Nazionale

Successivamente Carlos Pavón continua a militare in Messico, segnalandosi però anche per un’esperienza ai Los Angeles Galaxy nel 2007, quando ancora l’MLS non era un campionato in ascesa. Contrariamente a quanto fatto con i club, Carlos Pavón per la Nazionale dell’Honduras è invece una vera e propria leggenda. L’ex azzurro infatti può vantare 102 presenze e 58 reti (primatista storico) con la sua rappresentativa. Proprio i gol di Pavón saranno peraltro decisivi per il raggiungimento del Mondiale 2010 di Sudafrica, il secondo nella Storia dell’Honduras dopo quello del 1982 in Spagna. Carlos Pavón è un raro esempio di profeta in patria. Ma, purtroppo per lui, a Napoli non ha di certo lasciato un ricordo positivo.

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Claudio Agave

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